martedì 10 maggio 2011

LA CASA NELLA LETTERATURA

<...Alla possessione se manca la casa, meno gli manca che se alla casa mancano e' terreni. Quella villa sarà ottima a cui bisognerà fatica, non ispesa. E sia la villa non come una casa posta lungi dalla piazza, tale che dal mercato bisogni comperare ogni cosa e portarvi, ma sia tale che indi t'avanzi, da sale infuori, se puoi, d'ogni cosa, qual possi portare e vendere a mercato. Come de' figliuoli, così della villa: una ène poco, due sono assai, tre sono troppi...>    (da Villa, Leon Battista Alberti)


<...Ora, tanto per cominciare, giudici - perché è necessario che io vi spieghi anche queste cose - io ho una casa a due piani, che ha il piano superiore uguale a quello inferiore, uno con le stanze delle donne e l'altro con quelle degli uomini. Quando ci nacque il bambino, la madre lo allattava, così, per evitare che quando doveva fargli il bagno, corresse dei rischi scendendo le scale, io vivevo sopra e le donne sotto. E ormai era diventata così un'abitudine, che spesso mia moglie scendeva al piano di sotto per dormire col bambino, per dargli il seno e per evitare che piangesse. Queste cose si protrassero per molto tempo, ed io non ebbi mai dei sospetti, anzi, ero così stolto da pensare di avere la donna più onesta fra tutte quelle di Atene...>   (dall'orazione Per l'uccisione di Eratostene, Lisia)


<...E de la regal casa, alta e sublime,
percuote e risuonar fa le gran porte.
Gettan le turbe da le eccelse cime
e merli e torri, e si metton per morte.
Guastare i tetti non è alcun che stime;
e legne e pietre vanno ad una sorte,
lastre e colonne, e le dorate travi
che furo in prezzo agli lor padri e agli avi...>
  (da Orlando Furioso, Ludovico Ariosto, 1532)


<...L'altro, e appunto quello occupato dall'appartamento di Geltrude, era contiguo ad una casa privata e signorile, o per meglio dire ad una parte rustica e non finita di quella casa. Era dessa elevata al di sopra del quartiere delle educande, ma quello che se ne poteva vedere da quindi pareva piuttosto una catapecchia, un casolaraccio, che una parte di casa civile: erano tetti e tettucci diseguali di altezza e di forma soprapposti l'uno all'altro come a caso. Ma in uno di quei tetti v'era un pertugio, un abbaino, che dava luce ad un solajo, e adito a passare su quei tetti, e dal quale si poteva guardare nel cortiletto delle educande...>   (da Fermo e Lucia, Alessandro Manzoni, 1823)

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